Casa Finance Investimenti: “Il fenomeno dei Covered Bond”

Investimenti: “Il fenomeno dei Covered Bond”

da Capitale Intellettuale

Marco Gambin

Analista esperto di Mercati Finanziari

In questo numero, ci occuperemo del fenomeno dei “covered bond”, obbligazioni garantite, le cui emissioni sono letteralmente esplose in questa prima parte del 2011.

Prima una doverosa premessa: siamo in una fase di ciclo economico in cui l’inflazione ha ripreso a salire spinta dal rincaro del prezzo del petrolio e delle materie prime alimentari.

Il primo, l’oro nero, ha subito aumenti causati principalmente dalla crisi che si sta estendendo nel mondo arabo (Maghreb), ultime la Libia e la Siria, mentre i prezzi delle commodities alimentari sono cresciuti per la forte e crescente domanda derivante dai Paesi in via di sviluppo.

Nelle economie occidentali, principalmente in Europa, la ripresa dell’inflazione (in questo contesto va letto l’aumento effettuato in data 07/04/2011 del  Tasso di riferimento  BCE dello 0,25%, salito quindi dal 1,00% al 1,25%) insieme ad una modesta ripresa economica, ci avvicina ad un fenomeno, quello della “stagflazione”, già vissuto negli anni ’70 ed ’80 del Novecento che, a fronte di un incremento dei prezzi, presenta una crescita economica, se non negativa, debole.

In questo scenario, le banche italiane ed internazionali, si trovano nel corso del 2011 a dover rifinanziare svariati miliardi di debito in scadenza, con un mercato molto diverso rispetto a 3 o 4 anni fa.

Se le banche emettono obbligazioni, sono costrette a pagare interessi sull’Euribor 4/5 volte più alti che nel 2008; se vanno sul mercato interbancario devono finanziarsi a brevissimo termine; se vogliono cartolarizzare i mutui incontrano difficoltà.

Agli istituti di credito non restano quindi che due opzioni: la clientela retail e la Banca Centrale Europea.

Secondo alcune stime, le principali banche italiane ottengono circa il 70% delle necessità finanziarie attraverso la clientela retail, mentre gli istituti di altri paesi si rivolgono maggiormente, ogni settimana, ai finanziamenti erogati dalla BCE.

Il motivo di questa scelta è principalmente legato al costo: rivolgersi alla clientela retail costa meno in termini di pagamento di tassi (di rendimento), riducendo il costo della raccolta rispetto alla BCE o agli investitori istituzionali.

E’ in questo quadro pertanto che troviamo le banche molto attive nella emissione dei covered bond. Ma cosa sono e quali caratteristiche hanno questi bond?

I covered bond sono obbligazioni bancarie strutturate garantite da una parte dell’attivo della banca (generalmente un portafoglio mutui) che viene ceduto ad una specifica società veicolo.

Il sottoscrittore ha pertanto una doppia garanzia, derivante dalla separazione patrimoniale degli asset.

La società veicolo non emette titoli: è l’istituto di credito emittente che ha l’obbligo di garantire il rimborso anche per il flusso di cassa derivante dagli asset ceduti alla società veicolo.

Ne consegue un elevato rating attribuito dalle principali società di valutazione (vedi tab. a pag.) che normalmente si attesta a “tripla A”.

Alto rating, rendimenti mediamente superiori a quelli dei titoli di stato, in alcuni casi oltre il 5%, scadenze brevi e a medio/lungo termine, liquidità elevata, basso profilo di rischio, sono le ragioni alla base della forte domanda, nel 2011, degli investitori istituzionali di covered bond.

Da inizio anno l’ammontare degli strumenti garantiti, collocato sul mercato primario dagli istituti di credito europei, è stato di circa 120 miliardi di euro (primo trimestre 2011).

Fino a pochi anni fa era la Germania, con le sue “pfandbriefe”, ad essere leader sul mercato, prima di Austria e Francia. Oggi il ricorso ai covered bond è ben diffuso in tutta Europa.

In Italia questo tipo di obbligazioni è stato introdotto in seguito alla Legge istitutiva del 2005 e delle disposizioni di vigilanza della Banca d’Italia  del 2007, con le quali è stato definito il quadro normativo ai fini della autorizzazione agli istituti di credito dotati di certi requisiti: patrimonio di vigilanza, ratios patrimoniali, ecc.

Le previsioni per il mercato italiano per il 2011 sono sicuramente positive, da inizio anno l’importo complessivo ha già superato i 9 miliardi di euro.

Caratteristica importante che ha permesso di catturare l’attenzione di investitori istituzionali come fondi pensione e compagnie di assicurazione, è la gestione dinamica del portafoglio, cioè la possibilità data agli emittenti di covered bond di sostituire alcuni asset in peggioramento con altri di migliore qualità.

Per quanto riguarda invece l’interesse che i covered bond hanno per gli investitori retail (l’investimento deve avere l’importo minimo di 50.000 o 100.000 euro) va ricordato l’ottimo appeal dovuto, come abbiamo in precedenza descritto, ad un elevato rating, alla alta liquidità dei titoli, al basso profilo di rischio ed a rendimenti superiori ai titoli di stato.

Ricordiamo però che il rating valuta esclusivamente il rischio credito (o rischio di controparte) e tralascia altri tipi di eventi (rischio cambio, rischio tasso, ecc…) che vengono, invece, lasciati alle considerazioni del singolo investitore.

Da notare che molto spesso, e con troppa frequenza negli ultimi anni, il declassamento e quindi la riduzione del rating è avvenuto in modo tardivo, certificando un cambiamento già avvenuto e non anticipandone le evoluzioni, come dovrebbe essere.

Questa analisi deve essere tenuta in profonda considerazione da parte degli investitori, soprattutto di quelli più piccoli ed inesperti, perché questo fenomeno mette a rischio la validità dei rating di queste pur importanti agenzie.

ANNO II NUMERO 2

Ti potrebbe interessare anche

PROPRIETÀ / EDITORE

A.A.C. Consulting S.r.l.
Società Benefit,
Via G. Carducci 24
43121 Parma
P.I. e C.F. 02676140342
Tel. +39 0521 532.631
Fax +39 0521 1523233
info@pec.aac-consulting.it
www.aac-consulting.it

DIRETTORE RESPONSABILE

Armando Caroli
direttore@capitale-intellettuale.it

DIREZIONE ARTISTICA

Silvia Zanichelli
Maria Mazzali

REDAZIONE

Federica Bonardi
redazione@capitale-intellettuale.it

Copyright 2022 – A.A.C. Consulting S.r.l. Società Benefit – Via Giosuè Carducci 24 – 43121 Parma – Tel. +39 0521 532.631 – Fax +39 0521 1523233 – e-mail: info@aac-consulting.it P.I. e C.F. 02676140342 -Cap. Soc. i.v. € 10.000,00 | Note legali | Privacy | Cookies | Disclaimer  Website by Socialtech Factory