Casa Finance Investimenti: Evoluzione della tassazione sulle rendite finanziarie dal governo Berlusconi al governo Monti

Investimenti: Evoluzione della tassazione sulle rendite finanziarie dal governo Berlusconi al governo Monti

da Capitale Intellettuale

Marco Gambin

Analista esporto in mercati finanziari

Dal 1 gennaio 2012 è entrata in vigore, in base alla manovra finanziaria approvata nel 2011, la nuova tassazione degli investimenti finanziari.

La nuova tassazione è una vera rivoluzione: l’aliquota che si deve pagare sulle rendite finanziarie è stata unificata al 20% per tutte le tipologie di investimento (vedi sintesi in tab. 1) con l’esclusione dei titoli dello stato italiano e degli altri titoli emessi dai paesi che permettono un adeguato scambio di informazioni con l’amministrazione finanziaria italiana.

Titoli equiparabili ai nostri titoli di stato sono i buoni postali fruttiferi, i titoli obbligazionari delle amministrazioni statali, di enti territoriali (ad esempio i BOC) ed inoltre i titoli emessi da istituzioni sovranazionali come per esempio Bers, Bei, Ceca, Euratom e Birs.

Resta invece confermata l’agevolazione per i fondi pensione i cui proventi saranno tassati ancora al 11%. Inoltre, nascerà una nuova categoria di investimenti: i piani di risparmio a lungo termine che saranno tassati al 12,50%.

Con l’ultima legge di stabilità, ex legge finanziaria, è arrivato anche il “superbollo” sui depositi titoli (vedi tab. 2): in sostanza il DL 98 del 2011 ha introdotto nuove norme in materia di tassazione per i depositi titoli in senso “progressivo”. Alla luce della nuova tassazione, da gennaio, risultano più convenienti, per investimenti in liquidità, conti correnti e conti di deposito, certificati di deposito e depositi di risparmio la cui imposta cala dal 27% al 20%. Restano invece invariati i titoli di stato, ed equiparati, mentre potrebbero perdere l’appeal i pronti contro termine la cui aliquota è salita dal 12,5% al 20%. Tra gli investimenti a medio e lungo termine sono penalizzate soprattutto le obbligazioni societarie (bancarie e non) e le azioni.

In definitiva, al di là dell’intervento del legislatore teso ad uniformare la tassazione delle rendite finanziarie, agevolando titoli di stato e fondi pensione – anche se è auspicabile ormai unificare la tassazione a livello almeno europeo – sarà interessante valutare come cambierà l’offerta a livello di rendimenti da parte degli enti emittenti per superare quella delle emissioni statali e degli organismi internazionali equiparati.

Tab. 1 – LA NUOVA TASSAZIONE DELLE RENDITE FINANZIARIE

Le indicazioni, contenute nella bozza della manovra finanziaria di dicembre 2011, vanno a sostituire l’intera normativa sull’imposta di bollo da applicare al deposito titoli comprese le novità introdotte la scorsa estate dal governo Berlusconi. Per avere la conferma definitiva, dovremo tuttavia attendere le necessarie precisazioni che arriveranno dalla relazione tecnica di accompagnamento alla manovra, dai decreti attuativi e dalle circolari emanate dall’Agenzia dell’Entrate. Per quanto riguarda i bolli sui conti correnti bancari e postali dal 1 gennaio 2012 saranno così regolati: per il cliente persona fisica 34,20 €, l’imposta non è dovuta quando il valore medio di giacenza annuo è complessivamente inferiore a 5000,00 €. Per i clienti diversi dalle persone fisiche il bollo ammonta a 100,00 €. Ci riserviamo comunque di tornare sull’argomento nei prossimi numeri della rivista.

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