Casa FinanceControllo d'Impresa Gestioni Separate: un investimento tornato in auge

Gestioni Separate: un investimento tornato in auge

da Capitale Intellettuale

Marco Gambin

Analista esperto di Mercati Finanziari

In un’epoca che va dal crack di Lehman Brothers alla crisi finanziaria che ha colpito i titoli di Stato dell’area euro, da sempre percepiti come asset privi di rischio, le Private Bank ma non solo, per rispondere alla richiesta di maggiore sicurezza degli investitori, offrono strumenti di parcheggio della liquidità ad alta remunerazione e prodotti assicurativi.

La prima soluzione è offerta dai conti di deposito che sicuramente rispondono ad un bisogno di rassicurazione della clientela ma sono poco efficienti e non offrono nessuna diversificazione. Di questi prodotti tratteremo nei prossimi appuntamenti.

La seconda soluzione invece, che sta riscontrando un grande interesse da parte degli investitori (sia retail che private) è rappresentata da prodotti assicurativi legati a gestioni separate che offrono la protezione degli asset investiti, un rendimento minimo con consolidamento dei risultati (il rendimento di ogni anno è “cristallizzato” definitivamente sull’investimento) ed il rimborso del capitale.

Le polizze vita rappresentano quindi uno strumento ideale per difendere il patrimonio familiare e per la trasmissione dei beni ai figli: sono impignorabili ed insequestrabili, hanno totale esenzione dalle imposte di successione, danno la possibilità di cambiare i beneficiari in ogni momento.

È possibile indicare come beneficiari una o più persone, anche al di fuori dell’asse ereditario, fermo restando il rispetto delle quote di legittima. In caso di morte dell’assicurato, il capitale liquidato è esente da imposizione fiscale in capo ai beneficiari della polizza, anche se contratta con una compagnia estera.

Inoltre le prestazioni erogate dalla compagnia assicuratrice agli eredi, o ai beneficiari in caso di morte dell’assicurato, non concorrono a formare l’asse ereditario.

In caso di riscatto della polizza o di liquidazione del capitale a scadenza da parte del contraente, l’ammontare liquidato è trattato fiscalmente come reddito da capitale, assoggettato a tassazione, applicata sulla differenza tra ammontare percepito e premi pagati, con un’aliquota attuale del 20% (per le gestioni separate 20% con compensazione della parte investita in titoli di Stato).

Per incrementare il capitale può essere indicata anche una polizza unit-linked a premio unico o ricorrente. I premi vengono investiti in fondi interni che investono in titoli o in quote di fondi o Sicav, e in prospettiva offrono maggiori opportunità di crescita rispetto alla più prudente gestione dei prodotti di ramo I , le gestioni separate.

Se l’obiettivo del risparmiatore è quindi, soprattutto in questa fase, la sicurezza e la difesa del patrimonio, le gestioni separate con un rendimento minimo garantito (in genere un tasso minimo del 2% per i primi 5 anni), la garanzia della compagnia assicurativa, la rivalutazione annua minima garantita, il consolidamento anno dopo anno degli interessi maturati nella gestione separata, la certificazione dei rendimenti effettuata da una apposita società esterna specializzata, offrono una protezione in più rispetto all’acquisto diretto di singoli titoli, soprattutto obbligazionari.

I titoli in portafoglio nelle gestioni separate, principalmente BOT e BTP, godono del vantaggio di valorizzare gli stessi al prezzo di acquisto e non ai prezzi correnti di mercato. Il rendimento non risente, pertanto, dei ribassi, perché è determinato unicamente dalle cedole incassate e da utili o perdite effettivamente realizzate.

Non è un caso che le polizze di questa tipologia sono state fortemente riscoperte dopo la crisi del 2008.

Sul mercato esistono una pluralità di compagnie, con prodotti e caratteristiche diverse. Il sottoscrittore di una polizza a gestione separata acquista essenzialmente titoli di stato, ma all’interno di una gestione assicurativa. C’è quindi una fondamentale differenza rispetto all’acquisto diretto di un singolo titolo.

La garanzia che quel BTP non vada in default è intermediata dalla compagnia assicurativa.

Particolare attenzione nella scelta del contratto migliore va fatta considerando i costi dei singoli versamenti, nelle polizze assicurative sono chiamati caricamenti, e le commissioni prelevate sul capitale investito.

Nelle gestioni separate, le compagnie possono trattenere una percentuale prefissata del rendimento o applicare una commissione di gestione.

Nei contratti unit-linked la commissione di gestione va ad aggiungersi al costo che grava sugli eventuali fondi comuni utilizzati dal gestore. Inoltre i rendimenti passati, non sono garanzia di quelli futuri.

In definitiva la gestione separata, garantendo una diversificazione ottimale dell’investimento per stile di gestione, asset, area geografica e settore merceologico, tutelerà il patrimonio dell’investitore in periodi di grande volatilità dei mercati e di crisi finanziarie.

ANNO III NUMERO 2

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