ITKAM a Francoforte da oltre cento anni

Intervista con il presidente Emanuele Gatti

ITKAM, Camera di Commercio Italiana per la Germania, è un’associazione bilaterale che opera sui mercati italiano e tedesco per favorire ed incrementare le relazioni economiche e la cooperazione tra le imprese di entrambi i Paesi.

È stata costituita nel 1911 in base al diritto tedesco quale associazione non profit di imprenditori e di professionisti, ed è riconosciuta dal Governo italiano in base alla legge del 1.7.1970, n. 518.

ITKAM svolge attività di supporto e consulenza alle aziende nel campo dello sviluppo estero.

Abbraccia sia i settori più tradizionali del “Made in Italy”, sia quelli a maggiore valore tecnologico e innovativo. Offre servizi personalizzati di promozione export, supporto fiere, management eventi, promozione cluster, ricerca del personale, PR e comunicazione, informazioni aziendali.

ITKAM ha sviluppato una profonda conoscenza di entrambi i mercati in cui opera e mette a disposizione un ampio bagaglio di esperienze e conoscenze, grazie ai 500 soci e al personale bilingue.

Appartiene al network mondiale delle oltre 78 Camere di Commercio Italiane all’Estero ed è in grado di ampliare a livello internazionale il proprio raggio di azione, operando in rete con gli altri Paesi. È una organizzazione senza scopo di lucro e opera esclusivamente nell’interesse dello sviluppo economico delle imprese, contribuendo al loro successo nel mercato italiano e tedesco.

La sede principale è a Francoforte; sono presenti uffici regionali a Berlino e Lipsia e uffici di rappresentanza a Amburgo, Düsseldorf, Friburgo e Vienna. In Italia sono attualmente attivi due punti di rappresentanza a Milano e Verona.

Il Presidente di ITKAM, Emanuele Gatti, bioingegnere, lavora e vive in Germania da circa 20 anni. È stato per 17 anni CEO Europe, Middle East-Africa, Latin America di Fresenius Medical Care (Bad Homburg, Germania, quotata a Francoforte nel DAX-30), leader mondiale nel settore della “renal care”. Ha portato nel 1989 il Gruppo Fresenius in Italia, dopo l’acquisizione di una azienda già operante nel settore con circa 6 milioni di euro di fatturato. Ha lasciato la carica nel 2014, quando il gruppo Fresenius fatturava in Italia oltre 600 milioni di euro e occupava più di 2000 dipendenti.

Gli investimenti anche in stabilimenti produttivi sul territorio italiano (impianti e know-how) hanno permesso al gruppo di esportare dall’Italia più di 40% del suo fatturato. In Italia sono presenti centri di eccellenza e di sviluppo delle varie divisioni di Fresenius.

Oggi Emanuele Gatti è Professore Universitario presso la Danube University a Krems (Austria) ed è Presidente di ITKAM, nonché Advisor di società di venture capital nel settore delle tecnologie biomediche.

Lo incontriamo per parlare della sua lunga storia di successi professionali e dell’impegno nella Camera di Commercio Italiana per la Germania.

  • Lei è un tecnico, un inventore, un manager, un docente universitario…

“La ringrazio di avermi presentato con una così vasta ed articolata definizione. In realtà tutta la mia carriera lavorativa si è sviluppata su due binari paralleli uniti da un fil-rouge: l’attività di ricerca e insegnamento e quella di manager industriale.”

  • Due binari che non sono in rapporto ovvio né facile. Spesso si contrappone l’autonomia della ricerca ai vincoli imposti dagli interessi economici.

“Il legante è l’innovazione, di cui mi sono occupato in entrambe le carriere. Ritengo infatti che l’unico vantaggio competitivo sostenibile per qualunque organizzazione di produzione, di servizi o pubblica, sia la capacità di innovarsi costantemente”.

  • Ci sono molti modi per innovare. Quale modo sente più “suo”?

“Negli ultimi anni ho lavorato sia in azienda sia in accademia per sviluppare una forma di innovazione che forse ai più sembra scontata: quella del business. Accanto ai più classici altri tipi di innovazione, quali quella di prodotto, di tecnologia o di processo, costituisce il punto forte di un’organizzazione di successo. Fino ad oggi infatti il business era proposto al mercato in modalità “push”, con agenti e venditori che spingevano l’offerta, mentre da ora, nell’epoca della IV Rivoluzione Industriale veicolata a livello planetario da Internet, possono essere usati metodi “pull”, che permettono di collegare domanda e offerta in modo semplice tramite l’outsourcing. ITKAM è un’istituzione molto efficiente ed ha creato un volano di relazioni con azioni ed eventi che possiamo ormai considerare, a buona ragione, la nuova frontiera del business perché moltiplica le prestazioni sell & buy mentre contemporaneamente riduce i costi fissi di struttura.”

  • Perché ha scelto di impegnarsi in ITKAM? Cosa rappresenta questo soggetto nel suo percorso di lavoro e di ricerca?

“La globalizzazione, la crisi, le riforme varie richiedono alle Camere di Commercio sia sul territorio italiano sia all’estero un grande sforzo di ridefinizione del proprio business, della propria missione e organizzazione. Ho pensato di “restituire” alla società (e alle due Nazioni di cui sono cittadino) quanto ricevuto negli anni passati, aiutando la Camera di Commercio Italiana di Francoforte a cambiare per rimanere competitiva come nei suoi ultimi più di 100 anni di storia.”

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