“Parma, io ci sto!”, il percorso continua

Responsabilità Sociale / Alessandro Chiesi, Direttore Europa, Chiesi Farmaceutici Group

Agroalimentare, Cultura-arte-musica, Formazione e Innovazione, Turismo e Tempo Libero: sono questi i “petali” in cui si impegna l’Associazione nata per rilanciare a tutto campo la città di Parma

”Parma, io ci sto!” nasce a fine 2015 dalla spinta verso una responsabilità sociale sul territorio condivisa con alcuni amici parmigiani; volevamo, con Guido Barilla, Andrea Pontremoli, la Fondazione Cariparma e l’Unione Parmense degli Industriali far tornare Parma ai primi posti nelle classifiche italiane del benessere e della qualità di vita, con progettualità concrete per la nostra realtà.

Questo obiettivo di rinascita della nostra città e di attrazione di investimenti, competenze e nuovi talenti nasceva da uno studio sul territorio condotto da Bain che ci aveva riconfermato come esistano delle eccellenze sulle quali giocare a pieno titolo tra le città con notevole attrattiva sia per il turismo che per la ricerca e il business.

I punti di forza (definiti poi “petali”) evidenziati dal posizionamento complessivo rispetto alle altre città sono proprio quelli su cui ”Parma, io ci sto!” ha voluto investire da subito le proprie energie e le proprie risorse:

  • Agroalimentare, coordinato da Guido Barilla; Parma e la sua provincia sono un luogo di antiche tradizioni ed eccellenze da valorizzare. Obiettivo dell’attività di questo “petalo” è quello di aumentare la visibilità di Parma, rafforzare il suo ruolo nella Food Valley ed incrementare il turismo gastronomico nella città dando contenuto al titolo di Unesco di città creativa della gastronomia.
  • Cultura, arte, musica; il nostro patrimonio attrae a livello nazionale e internazionale per la sua ricchezza. Il coordinatore è il professor Paolo Andrei, neo Rettore dell’Ateneo di Parma e all’epoca Presidente della Fondazione Cariparma, coadiuvato da Davide Bollati (Presidente di Davines). Gli obiettivi di questo petalo sono quelli di rivitalizzare il centro cittadino attraverso percorsi culturali ad hoc e rendere Parma e Busseto il cuore della musica verdiana con una reinterpretazione in chiave moderna della musica e dell’icona del Maestro.
  • Formazione e Innovazione, motori di sviluppo del territorio, di cui mi occupo come coordinatore coadiuvato da Giovanni Baroni (x3energy). L’obiettivo principale per noi è quello di indirizzare l’offerta formativa, sia superiore che universitaria, verso le eccellenze del nostro sistema produttivo e di dare concretezza al rapporto tra impresa, formazione e innovazione.
  • Turismo e Tempo Libero; avere un patrimonio di eccellenze implica la capacità di gestirlo e di migliorarne l’attrattiva con un’agenda di eventi diffusi; l’obiettivo è quello di creare un senso di comunità Il coordinatore di questo petalo è Andrea Pontremoli, AD e Direttore generale di Dallara.

L’associazione porta un messaggio che va al di là delle singole imprese che ciascuno di noi rappresenta: la nostra responsabilità consiste infatti nel fare sinergia ben oltre i nostri marchi, “restituendo” al territorio quelle risorse che si sono create e godute proprio grazie al territorio stesso e al lavoro di chi ci vive.

Inoltre, molto importante, credo sia il metodo con cui lavoriamo: da imprenditori ci siamo messi a disposizione partendo con un semplice elenco delle cose da fare, analizzando poi il più possibile le situazioni in modo trasversale, condividendo l’esperienza e le competenze di ciascuno. Abbiamo scelto in generale progetti che fossero sostenibili nel tempo, che potessero mettere radici in questa città e in definitiva autosostenersi.

La nostra iniziativa è stata lanciata nel marzo 2016 con la firma del Manifesto per Parma. Agli incontri di presentazione alla città sono seguiti i laboratori di lavoro che hanno portato molte persone a proporre azioni e progetti concreti per ognuno dei tavoli di lavoro creati per i quattro “petali”.

I risultati? Alcuni lodevoli, in altri possiamo migliorare; ma siamo appena agli inizi e già percepisco un’accelerazione che mi fa essere piuttosto ottimista.

Il primo progetto culturale importante giunto quest’anno alla sua seconda edizione è il Verdi Off, rassegna nata in collaborazione col Comune di Parma e il Teatro Regio che si svolge nel mese di ottobre durante il Festival Verdi. Abbiamo pensato di dare vita ad una kermesse rivolta alle nuove generazioni e gratuita, fatta di spettacoli, concerti, incontri, mostre, installazioni, film, dj set. In questo anno 2017, per l’inaugurazione, è arrivata l’installazione di BRILLIANT WALTZ, che ha trasformato con un gioco di luci e musiche il piazzale della Pilotta nel pieno centro di Parma in una sala da ballo, avvolta dalla musica di Verdi reinterpretata da Nino Rota. Grazie al successo del VERDI OFF è stato possibile far crescere il numero di aziende sostenitrici incrementando il supporto al Teatro Regio.

Un altro campo d’azione che mi preme sottolineare è quello che lega il mondo della scuola alle aziende. In collaborazione con l’Università di Parma abbiamo investito 3,9 milioni di euro per costruire l’edificio del Food Project al Campus, una Scuola di Alta Formazione per gli alimenti e la nutrizione, struttura didattica specializzata nell’offerta formativa post laurea ad alto tasso di internazionalizzazione. Inoltre, Food Farm 4.0: il Laboratorio Territoriale per l’Occupabilità sito a Fraore, sostenuto dal MIUR, in parte finanziato dall’Associazione e da molti associati e in larga parte dalla Fondazione Cariparma, che vede l’istituto Agrario Bocchialini Galilei Solari come capofila di sei istituti parmensi: la prima pietra è stata posta nel settembre 2017 ed è prevista la realizzazione di un vero e proprio sito produttivo dedicato alla formazione con tre impianti pilota per le trasformazioni agroalimentari (conserve alimentari, prodotti caseari a filiera corta e bakery), una linea per il confezionamento e un laboratorio per le analisi chimiche. Food Farm 4.0 potrà essere utilizzato anche dalle aziende per fare formazione.

L’Associazione ha poi stipulato un Protocollo d’Intesa con l’Ufficio Scolastico Provinciale per definire – attraverso un progetto pilota – un approccio metodologico preciso per l’inserimento dei ragazzi (che a Parma e provincia quest’anno saranno 11.000) chiamati a fare alternanza scuola-lavoro; vogliamo rendere queste esperienze utili in egual misura per i ragazzi e per le aziende.

I progetti connessi al mondo della cultura e intrecciati al turismo sono davvero tanti – ogni palazzo, ogni monumento che scegliamo di valorizzare ha dentro di sé il cuore di Parma. Il Monastero di San Paolo per esempio ci ha visti impegnati in un progetto di valorizzazione a tutto tondo: nuova illuminazione con LED della Camera della Badessa, un cortometraggio d’autore dedicato all’opera di Antonio Allegri detto il Correggio, cui farà seguito la pubblicazione di un volume a cura della storica dell’arte Elisabetta Fadda. Altri complessi su cui si appuntano i nostri sforzi in termine di studi per la valorizzazione ed il recupero territoriale sono il Monastero di S. Giovanni e il complesso della Pilotta.

Inoltre abbiamo appoggiato con entusiasmo il progetto del Comune di Parma per candidare la città a capitale italiana della Cultura 2020: già a novembre 2017 si sono aperti gli incontri di “La Cultura batte il tempo” alla Pilotta, con il contributo di tante importanti personalità – e stiamo lavorando ad un tavolo per la costruzione di un progetto comune sull’arte contemporanea a Parma.

L’attuale governance di “Parma, io ci sto!” mi vede come Presidente.

Il Consiglio direttivo è composto da rappresentanti dei soci promotori nonché dei soci sostenitori ed ordinari: Luca Virginio, Davide Bollati, Alberto Figna, Andrea Pontremoli, Giovanni Baroni, Carlo Galloni e Paolo Alinovi (Segretario). Il collegio dei revisori è composto da Egidio Amoretti (Presidente), Ombretta Sarassi e Nicola Bianchi. Il Segretario Generale dell’Associazione è Giovanna Usvardi. Il supporto operativo nell’Unione Parmense degli Industriali è coordinato da Giovanni Pellegri.

Ad oggi l’associazione conta oltre 100 associati che ringrazio per il sostegno  a fiducia nel nostro modo di operare attraverso il dialogo con le istituzioni e la creazione di tavoli di lavori.

Per concludere: Parma nel nostro intento deve diventare una città appetibile per i talenti internazionali che dovranno poter scegliere di far crescere qui i propri figli con piacere – il passaggio nelle nostre multinazionali visto come uno snodo importante e non un passaggio di carriera necessario. I talenti poi possono decidere di fermarsi anche in una piccola impresa, ad esempio uno dei tanti gioielli della meccanica. Chiaramente partiamo dai punti di forza che fanno massa critica, come il food, per raccogliere energie e opportunità realizzando poi eventualmente iniziative comuni.

Vogliamo continuare in futuro a lavorare tutti insieme per completare i progetti e gli obiettivi che ci siamo prefissati. Saremo contenti quando ogni membro della nostra comunità “spazzerà davanti al proprio portone” (e magari anche davanti a quello del vicino) perché convinto di dare così valore al suo territorio.