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LABORATORI TERRITORIALI DI ECONOMIA CIRCOLARE DEL COMUNE DI PARMA

Un esempio di buona pratica nella Sostenibilità dell’Ambiente

da Capitale Intellettuale

Giovanni Michiara Referente insieme al titolare Michele Mazzoni del settore Ricerca e Sviluppo di Studio MM srl di Parma

Silvia Rossi Architetto, Innovation Manager e Manager del Clust-ER BUILD Regione Emilia-Romagna

Nell’era attuale, in cui le risorse naturali si stanno esaurendo rapidamente e l’impatto ambientale dell’attività industriale è sempre più evidente, l’idea di adottare modelli economici e produttivi sostenibili è diventata una necessità urgente. L’”Economia Circolare” si erge come una soluzione promettente per affrontare tali sfide, ridefinendo il modo in cui concepiamo e gestiamo i processi industriali.

L’economia circolare rappresenta un contrasto netto all’approccio tradizionale “lineare”, in cui le risorse vengono estratte, utilizzate e quindi eliminate. Invece, promuove il concetto di cicli continui di utilizzo delle risorse, minimizzando gli sprechi e massimizzando il valore derivato da ogni prodotto o materiale. Questo modello si basa su tre principi fondamentali: ridurre, riutilizzare e riciclare.

Innanzitutto, l’aspetto della riduzione si concentra sulla progettazione di prodotti e processi che generano meno rifiuti fin dall’inizio. Ciò richiede una riflessione approfondita sull’efficienza delle risorse e sull’ottimizzazione dei materiali utilizzati, riducendo così la dipendenza da materie prime vergini.

Il riutilizzo è un altro pilastro dell’economia circolare, che si traduce nella promozione di prodotti durevoli e nel prolungamento della loro vita utile attraverso la manutenzione, la riparazione e l’aggiornamento. Questo approccio mira a contrastare l’obsolescenza programmata e a stimolare una cultura del possesso consapevole.

All’interno di questo contesto il Comune di Parma (https://www.comune.parma.it/it) ha partecipato e vinto il bando 2022-2023 della Regione Emilia-Romagna, per contributi a sostegno alla rete dei laboratori territoriali per l’innovazione e la sostenibilità delle imprese, grazie alla partecipazione di quattro partner:

Il Comune di Parma, infatti, sta perseguendo obiettivi alti di neutralità carbonica e di sviluppo sostenibile, ed è stata riconosciuta dalla Commissione Europea una delle cento città in Europa ed una delle nove in Italia con le caratteristiche adeguate a raggiungere la Neutralità Carbonica nel 2030.

Obiettivo del progetto presentato è avviare una conoscenza condivisa per ridurre gli scarti tramite un riutilizzo virtuoso a sostegno di una economia circolare locale e di avviare una sinergia tra l’ente pubblico e una rete di aziende vocate all’innovazione e alla collaborazione.

Il progetto è tuttora in corso e sul sito del Comune è presente una pagina dedicata, in particolare per visionare parte dei risultati si rimanda al link delle presentazioni del seminario svolto il 16 maggio 2023 a Parma, in occasione del Festival della Sostenibilità, dove sono stati presentati nuovi prototipi di materiali realizzati dal laboratorio Studio MM S.r.l. in collaborazione con gli altri partner:

https://www.comune.parma.it/ambiente/Laboratorio-territoriale-per-leconomia-circolare.aspx

In tale articolo si vuole più che altro evidenziare l’opportunità che tale contributo erogato dalla regione ha rappresentato per i partner, il cui ruolo è nettamente diversificato e riflette la complessità del progetto per i tanti aspetti sistemici che vanno dalla pura ricerca scientifica fino alla cultura aziendale e organizzativa.

Tale complessità è una delle peculiarità più stimolanti del progetto, che nel suo progredire ha fatto emergere riflessioni che sono andate oltre gli aspetti puramente tecnologici e gli obiettivi a lungo termine dichiarati “… avviare una sinergia tra l’ente pubblico e una rete di aziende virtuose ad alto contenuto di innovazione che possa far emergere l’aspetto collaborativo tra le eccellenze locali coinvolgendo un più largo tessuto produttivo.”

Difatti l’intento della tripla elica iniziale (THM, ovvero le interazioni tra Attori istituzionali, Università e Impresa), si sta ampliando verso una quadrupla elica, con l’apertura nei processi di innovazione alla società civile organizzata e restando maggiormente in linea con gli obiettivi della S3 e dei cosiddetti SDGs – Obiettivi di Sviluppo Sostenibile dell’Agenda 2030, un programma d’azione per le persone, il pianeta e la prosperità sottoscritto nel settembre 2015 dai governi dei 193 Paesi membri dell’ONU.

È diventato pertanto molto importante all’interno del progetto l’aspetto comunicativo (e introspettivo) per amalgamare in “un nuovo valore condiviso” innovazione tecnologica e aspetti socioculturali in un percorso di diffusa innovazione sociale e coinvolgimento delle imprese verso la Sostenibilità.

Il concetto di “nuovo valore condiviso” e di “sostenibilità delle imprese” è oggetto di ampio dibattito culturale, per fortuna oggi anche al di fuori del ristretto dibattito tra imprenditori[1].

Pertanto, l’intento schematico iniziale dei partner nel progetto, che vedeva Studio MM per la ricerca tecnologica, Cluster Build per la Comunicazione, Cavozza S.r.l. per i materiali di scarto, GIA per i rapporti con le imprese locali, Comune per il coordinamento dei rapporti con il pubblico, è stato completamente scardinato e la sua evoluzione ha portato a incroci collaborativi più stretti e a una sempre maggiore co-partecipazione nei ruoli.

I diversi incontri con le imprese organizzati dalla GIA, che sono stati fatti per la maggior la maggior parte one to one, si sono svolti congiuntamente con il responsabile della ricerca e sviluppo del laboratorio Studio MM S.r.l., talvolta coinvolgendo anche gli altri partner. La parte di comunicazione e di coordinamento svolta dal Cluster Build ha visto la stretta collaborazione del Cluster Build Manager con la parte di ricerca sempre di Studio MM S.r.l.

Per raggiungere l’obiettivo, ogni progetto richiede caratteristiche particolari alle persone responsabili delle singole parti ed occorre comprendere quali sono state nei partner.

Coesistenza tra incoscienza, lungimiranza e realismo dell’imprenditore, con l’attenzione ai costi, equilibrio non facile, per Michele Mazzoni, titolare di Studio MM che ha creato un settore di Ricerca e Sviluppo nella sua PMI.

Alfredo Cavozza, nella sua impresa ha portato uno spirito legato all’infanzia per ottenere con il suo laboratorio un approccio collaborativo verso la ricerca e sviluppo[2],

Per arrivare all’importante risultato raggiunto si è lavorato sulla “ricerca di senso” del percorso, creando cultura aziendale in un vero percorso introspettivo. La sfida della tematica ambientale, da minaccia a risorsa per le imprese, è stato forse un pretesto di cui sentivamo il bisogno per rivedere e rielaborare aspetti organizzativi e di approccio verso l’esterno, sia da parte delle imprese che del pubblico e degli stakeholder tutti.

La linea di indirizzo ha portato a riflettere sulla ricerca e sulla visione di un’economia circolare come mezzo e non come fine, con incontri volti poi anche alla formazione tramite il Centro Servizi Edili e l’Ordine degli Architetti di Parma.

Un’evidenza dell’importanza della materia arriva anche la disponibilità dell’Università di Parma a creare un seminario specifico all’interno del “Festival della Sostenibilità”, che vede un pubblico molto diversificato e coinvolge la cosiddetta società civile non organizzata, cioè esattamente il quinto attore del modello a quintupla elica.

Il percorso verso la Sostenibilità e l’Economia Circolare, con tutte le sue implicazioni pratiche e nella continuità di tempo, è, quindi, da considerare ben lungi dall’essere terminato, e richiederà una crescente consapevolezza da parte di ogni persona della comunità sul fatto inconfutabile che la Terra richiede attenzione continua e amore da parte di chi la abita!

ANNO 12 N.2

Image di proprietà di Dott. Giovanna Michiara


[1] Vedere il convegno nazionale UNIPR “Pensare la discontinuità. Le scienze umanistiche e sociali di fronte al riscaldamento globale e alla crisi ecologica –ottobre 2022” ed in particolare l’intervento di Nadia Breda “Morfologia e metamorfosi del lavoro contemporaneo” con riferimento alle “imprese consapevoli”), https://www.unipr.it/sites/default/files/2022-10/Pensare%20la%20discontinuit%C3%A0%20programma.pdf

[2] https://www.youtube.com/watch?v=jebqNPGiVfs

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