Il Bilancio del Capitale Intellettuale di Lapam Federimpresa Parte # 1

Molte organizzazioni sentono il bisogno di prendere consapevolezza del valore delle persone e dei manager che lavorano in azienda, della propria cultura, del know-how posseduto, del proprio network e della propria immagine e reputazione e sono convinte che tali asset vadano gestiti con un approccio di lungo termine e debbano essere comunicati agli Stakeholder. Per questo motivo Lapam Federimpresa ha deciso di sviluppare e pubblicare il proprio Bilancio del Capitale Intellettuale, documento nel quale ha presentato il proprio patrimonio di intangibili e le linee strategiche messe in atto per gestirlo efficacemente.

Il primo di luglio a Modena, presso l’Auditorium del Tecnopolo del Campus di Ingegneria Enzo Ferrari Lapam Federimpresa ha presentato il proprio Bilancio del Capitale Intellettuale. Il Documento, intitolato “La gestione del Valore”, è stato sviluppato con l’intento di creare uno strumento finalizzato a fornire informazioni e indicazioni sugli intangible dell’associazione e di come questi vengano individuati, misurati e migliorati.

L’obiettivo di tale bilancio, quindi, è quello di presentare, in modo chiaro e trasparente, gli asset relativi al Capitale Umano, Capitale Strutturale e Capitale Relazionale e come essi siano considerati elementi di rilievo nell’ambito della gestione strategica dell’associazione che ha come missione quella di rappresentare gli imprenditori tutelandone gli interessi e accompagnare le imprese del territorio nel loro sviluppo proponendo soluzioni, servizi e consulenze. Questa iniziativa è stata condotta in coerenza a quanto raccomandato dalle Linee Guida emesse dal Ministry of Science Tecnology and Innovation della Danimarca. Tali linee guida hanno costituito un riferimento teorico nella fase di impostazione del progetto, un aiuto nella fase di analisi degli intangibili e un valido sistema di riferimento nella fase di strutturazione e stesura di tale bilancio.

La relazione così scritta può essere considerata un modo di contabilizzare gli intangible; in essa viene presentato il patrimonio dei vari asset intangibili e l’approccio strategico promosso dall’organizzazione per la loro crescita e potenziamento. Le strategie sono descritte attraverso l’identificazione di varie sfide di business declinate in diverse iniziative, a loro volta descritte tramite opportuni indicatori che evidenziano il livello di efficienza e di efficacia.

Sotto il profilo della cultura aziendale il lavoro fin qui svolto costituisce l’avvio di un importante percorso di crescita durante il quale Lapam vedrà migliorare la capacità di individuare e misurare i propri asset intangibili, di accrescerli attraverso un approccio di lungo termine e di usarli con maggiore efficacia per generare valore in linea alla propria mission.

Lapam, nata come Libera Associazione Provinciale Artigiani Modenesi, vede la luce alla fine degli anni ’50 con l’obiettivo di formare un’organizzazione orientata a garantire una valida rappresentanza politico-sindacale alle piccole e medie imprese del modenese. Nel 1972 cresce e si unisce a Licom, associazione di rappresentanza del commercio, turismo e pubblici esercizi e nel 2000 crea una federazione con altre quattro associazioni sindacali, Licom (Libero Commercio), Confartigianato, Aspim (Associazione Piccole Imprese) e Agrimprese (associazione degli agricoltori) divenendo Lapam Federimpresa. Nel 2012 Lapam Federimpresa si fonde con Confartigianato Imprese Reggio Emilia dando vita ad un organismo interprovinciale. Oggi Lapam lavora con le imprese sostenendone lo sviluppo e la competitività in ogni loro fase fornendo un’efficiente rete di servizi utili alla gestione dell’attività imprenditoriale; oltre ai servizi di assistenza, patronato, paghe e fiscale elargisce servizi in vari ambiti: il credito, la sicurezza, la gestione ambientale, l’export, la consulenza energetica, l’innovazione, gli appalti e il brokeraggio assicurativo. L’associazione raccoglie oltre 11.000 imprese offrendo i suoi servizi grazie a 53 sedi sparse nelle provincie di Modena e Reggio Emilia e si compone di 600 dipendenti.

È rilevante capire in quale scenario Lapam abbia voluto pubblicare questo bilancio. Infatti, in questo particolare periodo sono in molti a mettere in discussione il ruolo dei corpi intermedi e la loro capacità di adeguarsi alle nuove esigenze della rappresentanza sindacale, ed è proprio in tale contesto Lapam ha voluto evidenziare le proprie peculiarità e il proprio impegno fattivo nel sostenere le imprese nell’inevitabile percorso di cambiamenti sociali ed economici, attraverso l’attività sindacale e nella dimensione dei servizi. Per esplicitare questo intento ha deciso di produrre un apposito strumento di comunicazione, il Bilancio del Capitale Intellettuale. All’interno di questo documento, infatti, sono descritte sia le peculiarità del Capitale Intellettuale caratteristico dell’organizzazione, indispensabile per alimentare i processi che creano valore per tutti gli stakeholder, sia l’impostazione strategica, declinata in piani e programmi, che orienta l’associazione a garantire l’efficienza, l’efficacia nel tempo di tali processi.

Il Bilancio del Capitale Intellettuale Lapam, sviluppato in autonomia, ma secondo le direttive delle linee guida danesi, nella sua versione pubblica si sostanzia in un documento di grafica gradevole ed essenziale. Nelle prime pagine trovano spazio i messaggi del Presidente Generale e del Segretario Generale che descrivono le motivazioni che hanno spinto l’organizzazione a intraprendere il viaggio dell’analisi degli intangibili e l’introduzione dove vengono esplicitate le finalità e la struttura del documento. Nelle finalità si ritrova sia la valenza comunicativa, ossia il desiderio di raccontare agli stakeholder come Lapam misura, utilizza e gestisce il patrimonio intangibile, sia la valenza di strumento strategico, che consente all’associazione di gestire il proprio patrimonio intellettuale nel medio e lungo termine e di rendicontarlo con precisione.

Uno spazio particolare, all’interno del bilancio, viene dedicato alla Carta dei Valori, dove sono esplicitati la Missione, la Visione ed i Valori dell’associazione; è interessante notare come nelle definizioni della Visione della Missione si evinca un forte orientamento alla tutela degli imprenditori e al loro sviluppo attraverso servizi e soluzioni basati sulla professionalità, ma anche sulla partecipazione e l’entusiasmo delle persone.

È interessante notare come l’insieme dei Valori dichiarati sia correlato alle dimensioni intangibili; il Capitale Relazionale trova riscontro nei valori di “Orientamento all’associato”, e “Responsabilità”, il Capitale Strutturale si riflette nelle descrizioni dei valori “Orientamento alle persone”, “Sfida e cambiamento” e “Collaborazione”. Al Capitale Umano sono riconducibili i valori “Motivazione”, “Professionalità” e “Spirito di gruppo e senso di appartenenza”.

Il documento prosegue raccontando brevemente la propria storia passando poi alla descrizione del Profilo dell’organizzazione; qui si parla di più di 11 mila associati, 600 dipendenti e si osserva la forte capillarità sul territorio, assicurata da ben 53 sedi sparse nelle provincie di Modena e Reggio Emilia. Si evidenzia inoltre l’insieme degli stakehoder che risulta notevolmente articolato e complesso. L’associazione, infatti, interagisce ogni giorno con vari portatori di interesse, tra i quali, oltre alle aziende, le Istituzioni, le comunità locali anche le altre organizzazioni sindacali, gli enti bilaterali e i mezzi di comunicazione.

Mappa degli stakeholder

Nella sezione dedicata alle attività svolte da Lapam si descrivono le due anime dell’associazione, la Rappresentanza e i Servizi. Nella prima appare come l’impegno nella dimensione sindacale, sia articolato e complesso; vengono elencate e descritti ben otto ambiti di responsabilità: le Relazioni Sindacali in materia di lavoro, le Iniziative ed Eventi di categoria, i Rapporti con enti bilaterali, le Statistiche e analisi di mercato, la Comunicazione interna ed esterna, la Lobby nei confronti di enti e istituzioni, il Rapporto scuola imprese, e Iniziative politiche e istituzionali.  Nella seconda si nota la grande varietà e numerosità dei servizi offerti, agli associati e ai clienti, suddivisi in tre raggruppamenti: i servizi Cadine, tra i quali paghe e contabilità, i Servizi Vantaggi e Opportunità, come la consulenza economico finanziaria, il Brokeraggio assicurativo e lo Sviluppo brevetti, i Servizi alla Persona che riguardano l’Assistenza fiscale, la Gestione pratiche pensioni e la Gestione pratiche di successione.

Nel sesto capitolo si entra nel cuore del Bilancio del Capitale Intellettuale: “La Narrazione degli intangibili”. Esso si compone di due paragrafi, il primo evidenzia il “valore d’uso” dell’offerta Lapam –  lo used value descritto nelle linee danesi – ossia i benefici percepiti dagli “utilizzatori finali” nella veste dei molteplici portatori di interesse che sono beneficiari delle attività sindacali e i dei vari servizi offerti dall’associazione. È così che per ciascun ambito di lavoro delle attività sindacali e per ogni raggruppamento dei servizi offerti, precedentemente elencati, viene descritto in dettaglio il “valore” generato a favore dell’utilizzatore finale.

Il secondo paragrafo di questo capitolo presenta il patrimonio intellettuale di Lapam nelle consuete dimensioni di Capitale Umano, Capitale Strutturale e Capitale Relazionale in merito alle quali vengono specificate le rispettive definizioni e presentati gli indicatori e i grafici che ne evidenziano la consistenza.

 

Nell’ambito del Capitale Umano viene evidenziato come il valore “Orientamento alle persone” sia declinato nella sostanza. È da notare, infatti, come negli ultimi anni, nonostante la crisi globale, l’associazione abbia continuato ad assumere giovani laureati in posizioni importanti e come la rotazione del personale sia divenuta una prassi consolidata orientata sia ad ottimizzare l’efficienza dei processi che ad ampliare il bagaglio di esperienze e conoscenze di manager e impiegati. Notevole è anche l’attenzione rivolta alle esigenze del personale, prevalentemente femminile e concentrato in una fascia di età tra i 40 e 45 anni, per il quale si registra il 31,8% di lavoratori part time.

Sul fronte della crescita delle competenze delle persone l’impegno rivolto alla formazione appare nei numeri. I manager hanno ricevuto mediamente 16 ore di formazione e la media delle ore di formazione tecnica pro-capite varia da 40 ore per gli addetti del settore Area Lavoro alle 60 nel settore Fiscale.

Per quanto concerne la motivazione è entrato a regime un sistema di valutazione del personale finalizzato ad apprezzare il contributo individuale di ogni lavoratore. Lo strumento prevede che ogni persona sia valutata dal proprio responsabile sulla base dei comportamenti riferiti ad un set di competenze trasversali e che partecipi ad un momento di confronto con il proprio responsabile. L’insieme di competenze considerato si compone di due raggruppamenti, il primo riferito al “Fare”, riguarda l’Organizzazione del proprio lavoro, la Soluzione dei problemi, l’Imprenditorialità, la Passione e l’orgoglio di appartenenza, il secondo al “Fare insieme” si riferisce a Disponibilità ai rapporti con l’associato, al Lavoro in team, alla Condivisione delle informazioni e alla Gestione delle emozioni.

Il Capitale Strutturale viene definito evidenziando l’ampiezza del ventaglio dei servizi offerti; si tratta di tre raggruppamenti, i servizi “Cardine”, i servizi “Vantaggi e Opportunità” ed i servizi “Alla persona” che insieme raggiungono un totale di 17 servizi. Altri asset descritti riferiscono alla numerosità e capillarità delle sedi sparse nel territorio, alla flessibilità del sistema informatico che consente l’utilizzo di vari servizi Google Enterprise tra i quali le videoconferenze per la formazione del personale e la creazione di video manuali.

In questa sezione si presenta inoltre un elemento importante del know how aziendale e quindi del patrimonio strutturale di Lapam; si tratta del programma informatico sviluppato internamente e denominato Metopack. Tale prodotto è proprietà dell’associazione e viene utilizzato per l’elaborazione delle oltre 7.000 contabilità gestite di cui 2.000 ordinarie e circa 5.000 semplificate ed è utilizzato in qualità di programma gestionale da oltre 500 aziende in abbonamento. È da notare la flessibilità di tale programma che risulta predisposto al funzionamento con applicativi di terze parti per la gestione delle buste paga e delle dichiarazioni dei redditi. Da osservare infine come, in questa sezione, si evinca anche un notevole impegno nella comunicazione di marketing sui principali social network come Google Plus, Twitter e Facebook.

Il valore del Capitale Relazionale viene testimoniato nel documento facendo riferimento alla capacità dell’organizzazione di attrarre nuovi clienti e associati, nell’ultimo anno, infatti, la buona immagine e reputazione percepite all’interno del tessuto economico e sociale nei confronti di Lapam hanno determinato l’ingresso di 1.100 imprese di cui il 10% è costituito da neo imprese. Interessante notare come le nuove aziende siano entrate principalmente tramite conoscenza di un dipendente Lapam e per il passaparola con altri associati.

Tra i vari indici riportati in questa sezione risaltano quelli che testimoniano il notevole impegno dell’associazione nel marketing diretto che ha prodotto 1.600 articoli sui quotidiani locali, oltre un migliaio di spot radio e 19 speciali televisivi oltre a 11 edizioni dell’house organ associativo. Intense e numerose emergono le relazioni con il mondo della scuola. Il bilancio racconta di 27 collaborazioni con la scuola dell’obbligo, gli Istituti superiori e gli atenei universitari. Le iniziative erano mirate a favorire il dialogo tra il mondo del lavoro e gli studenti attraverso attività di orientamento, analisi del tessuto economico locale, colloqui di lavoro e progetti specifici.

 

 

Il Bilancio del Capitale Intellettuale 2014 può essere scaricato dal sito di Lapam Federimpresa al seguente indirizzo: http://www.lapam.eu/lapam?action=pg_chi_siamo

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