Casa INTERVISTA Il Patrimonio Culturale e la sua fragilità: l’alluvione!

Il Patrimonio Culturale e la sua fragilità: l’alluvione!

da Capitale Intellettuale

Don Andrea Carubia Rettore Diocesano Biblioteca del Seminario Vescovile di Forlì

Caro don Andrea, qual è la situazione dopo l’alluvione di maggio 2023?

Provo a sintetizzare qui cos’è successo e a che punto siamo con la Biblioteca del Seminario.

L’alluvione ha portato fango nel piano seminterrato del Seminario, dove era il deposito della Biblioteca. Nel deposito da anni giacevano, per motivi di sicurezza, il “fondo antico”, costituito da 1250 cinquecentine e seicentine e 27 incunaboli, e il “fondo storico”, costituito da diverse migliaia di libri antichi appartenuti ai Gesuiti e passati al Seminario al momento della soppressione dell’Ordine. Quest’ultimo fondo costituisce la biblioteca più antica della città di Forlì.

Gli spazi erano a norma e attrezzati di un sistema di spegnimento ad Argon, eravamo attrezzati a resistere al fuoco ma anche all’acqua, con i libri più importanti collocati nelle parti alte delle scaffalature, ma nessuno poteva immaginare che entrassero 2 metri e 40 centimetri di melma! Mai una goccia era entrata prima e non vi erano condizioni rilevabili di tale rischio.

Poi l’alluvione di maggio 2023, che ci ha sommersi di fango.

La mattina seguente l’inondazione la Soprintendenza era già stata avvisata, e dopo due giorni, potendo uscire dall’isolamento, una ditta è venuta per le prime rilevazioni e predisporre le operazioni di recupero che sarebbero iniziate il lunedì seguente sotto la supervisione dei funzionari del MIC – Ministero della Cultura e dei Carabinieri del nucleo TPC – Tutela del Patrimonio Culturale.

Oltre 800 persone sono state coinvolte nei 50 giorni di lavori: Carabinieri, funzionari del MIC, VVFF, CRI, Protezione civile, esercito, bibliotecari, archivisti, restauratori, imprese, 300 volontari generici… Una macchina importante messa in piedi in pochissimi giorni.

Al termine delle operazioni circa 50.000 dei 150.000 volumi sono stati estratti e congelati presso i magazzini di Orogel e Bofrost, mentre un certo numero di volumi sono stati in parte scartati (operazione che avevamo già avviato e sapevamo avrebbe interessate diverse decine di migliaia di doppioni, materiale non importante o facilmente reperibile), e altri sono diventati poltiglia inutilizzabile.

Questa prima fase è stata particolarmente faticosa e impegnativa come organizzazione e gestione.

Con la copia delle schede dei libri salvati fatta dai funzionari tramite fotografie abbiamo iniziato a mandare i libri alla Biblioteca Nazionale Centrale di Firenze, alla quale avevo personalmente portato un primo blocco di volumi per effettuare un test: il protocollo di recupero prevede che i libri vengano asciugati e, per quelli ammalorati ma recuperabili si potrà poi passare al restauro.

Nel frattempo, stiamo realizzando il nuovo spazio della Biblioteca, che non potrà più essere nel seminterrato, creando la struttura vicino alle sale di consultazione al piano rialzato per valorizzare e razionalizzare la struttura. Ora abbiamo una storia di rinascita da raccontare che ci responsabilizza ancora di più a creare una collocazione adeguata.

La Biblioteca adesso è nota in tutt’Italia e nel mondo, ne hanno parlato il New York Times, la TV polacca, quella spagnola, oltre a numerosi articoli giornalistici che ci hanno manifestato una sincera solidarietà, col risultato di ricevere numerose offerte di donazioni di fondi librari anche da importanti benefattori.

Dovremo necessariamente operare delle scelte, ma cercheremo di non escludere nessuna donazione perché, aldilà della specificità delle materie teologiche, adesso ci rendiamo conto che la biblioteca è diventata un simbolo al quale molti sentono il desiderio di legarsi.

Donazioni ne sono arrivate anche da numerosi membri del Rotary della Sicilia, mia terra di origine, in più mi sono stati annunciati sostegni da Club della città: sono tutti aiuti fondamentali per la rinascita della Biblioteca del seminario Vescovile e ricostruire quanto distrutto dal fango.

A breve andrò a Firenze a recuperare alcuni volumi che esporremo in occasione della mostra “Sommersi, salvati” che stiamo organizzando, che racconterà la grande e generosa operazione di recupero messa in atto dalle istituzioni e dalla comunità, che mi sento di ringraziare veramente col cuore!

Ultima cosa, le tempistiche necessarie all’asciugatura e al recupero di così tanti volumi ad oggi non è possibile ancora determinarle con certezza; cercheremo sicuramente di farlo con celerità, recuperando quanto oggi sottozero nei frigo, ma indico che, per riuscirci in modo organizzato, continueremo ad avere bisogno di aiuto e supporto da chi pone attenzione al Patrimonio Culturale e alla nostra bellissima Biblioteca.

ANNO 12 N.2

Image concesse da Don Andrea Carubia

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