Hozint: sicurezza aziendale e rischio politico. Un soluzione per le piccole e medie imprese

Molte imprese tendono a non considerare, o quantomeno a sottovalutare, l’impatto che il cosiddetto rischio politico può avere sulle loro attività.

Vi è mai capitato di esser presi alla sprovvista da uno sciopero, una manifestazione o un embargo che ha rallentato la vostra attività o vi ha costretto a cercare nuovi fornitori o clienti altrove? Se la risposta è sì, sappiate che non siete soli. Molte imprese infatti tendono a non considerare, o quantomeno a sottovalutare, l’impatto che il cosiddetto rischio politico può avere sulle loro attività. Per rischio politico s’intendono fenomeni di natura politico-sociale che producono effetti più o meno diretti sull’attività imprenditoriale, quali scioperi e manifestazioni sociali, cambi di regime o di governo, terrorismo e criminalità, conflitti e cosi via. Si pensi ad esempio a quante imprese hanno registrato cali nella produzione o nei profitti dovuti dall’embargo imposto dall’Unione Europea alla Russia, dai continui scioperi di quest’estate al porto francese di Calais, o da manifestazioni sociali contro progetti industriali sgraditi sul territorio.

Tutto ciò si ripercuote sulla sicurezza aziendale, traduzione del termine anglosassone corporate security. La sicurezza aziendale è un processo attraverso il quale un’impresa tenta di prevenire, o quantomeno mitigare, quei rischi che potrebbero mettere in pericolo le proprie attività o la sua stessa esistenza. Scopo principale del corporate security manager è quindi quello di proteggere i beni tangibili ed intangibili che compongono il capitale dell’azienda. Per beni tangibili sono da intendersi le infrastrutture, il capitale umano, gli approvvigionamenti di materie prime, ecc… Allo stesso modo, i beni intangibili sono quelli riguardanti la reputazione dell’impresa ed il suo brand, cosiccome la sua proprietà intellettuale ed i brevetti.

Questo capitale è sottoposto ad una serie di minacce che sono spesso esterne all’impresa stessa. Il rischio politico può manifestarsi sotto forma di un embargo commerciale nei confronti di un paese verso il quale l’impresa esporta i propri bene o servizi; in ritardi nell’approvigionamento di materie prime, di produzione o trasporto dovuti a ripetuti scioperi sindacali di categoria; ai rischi per le infrastrutture fisiche derivanti da attacchi da parte di gruppi criminali o terroristi, tanto per citarne alcuni.

Le imprese operanti in paesi a forte instabilità politica e sociale, ad esempio in zone di conflitto o limitrofe, sono particolarmente esposte al rischio politico. Ma questo può anche colpire in paesi solitamente considerati stabili, quali l’Italia. Negli ultimi due anni in Italia si sono verificati più di 600 eventi riconducibili alla cosidetta sindrome NIMBY (Not In My Back Yard); ovvero fenomeni di contestazione civile contro progetti industriali ed importanti opere pubbliche. Si pensi ad esempio al movimento No Tav in Val di Susa contro il Treno Alta Velocità, al Mose di Venezia, all’aeroporto di Frosinone o al termovalorizzatore di Cupello.

Di conseguenza, risulta quanto mai evidente come il rischio politico possa rappresentare un grave problema per le imprese, sotto forma di cali nella produzione, nelle esportazioni, danni fisici alle infrastrutture e danni alla reputazione, con conseguenti ripercussioni sui profitti.

Ma è possibile prevenire, o quantomeno mitigare, questi rischi? La risposta è sì, ma la prevenzione richiede una costante attività di intelligence sull’ambiente politico-sociale nel quale si opera. Attraverso una raccolta informativa sistematica è possibile infatti monitorare quelle questioni che possono avere un’impatto sostanziale sulle attività dell’impresa, così da pianificare piani di contingenza e gestire al meglio le situazioni di crisi. Purtroppo però questa attività d’intelligence richiede tempi e capacità umane che spesso imprese di piccole o medie dimensione non possono permettersi di avere al loro interno.

È con questa problematica in mente che Hozint ha deciso di sviluppare Horizon; una piattaforma online attraverso la quale l’impresa può ricevere notifiche in tempo reale su questioni che possono mettere a rischio la propria sicurezza aziendale. In un certo senso Horizon è il Viaggiare Sicuri per il settore privato: un’unità di crisi sempre pronta ad allertare l’impresa ogni qual volta il rischio politico si affacci all’orizzonte.

Hozint – Horizon Intelligence è una startup nata a Bruxelles nel Luglio del 2014 ad opera di due analisti del rischio paese, l’italiano Edoardo Camilli ed il francese Blaise Ortiz, e di un esperto informatico belga, Matthieu Baudoux. Sin dall’inizio, la piattaforma Horizon ha riscosso un grande interesse a livello internazionale con presentazioni pubbliche al Security Forum di Barcellona e all’African Mining Security Summit di Johannesburg in Sud Africa, fino ad essere premiata dal Microsoft Innovation Center per il suo carattere innovativo.

Horizon monitora informazioni da migliaia di siti web e social media. Queste informazioni vengono poi analizzate da un gruppo di analisti specializzati nel rischio politico, i quali inviano all’impresa degli alert ogni qual volta si verifichi, o si stia per verificare, un evento di particolare interesse per la stessa. In questo modo l’azienda può reagire in modo tempestivo e mitigare i potenziali danni. Il tutto producendo ingenti benefici per l’impresa in termini di pianificazione e profitti. Il servizio può essere adattato alle esigenze di ciascuna impresa, in modo da fornire informazioni che siano effettivamente utili al suo processo decisionale.

Questo tipo di intelligence, non mette solamente l’impresa al riparo dal rischio politico, ma le fornisce altresì un vantaggio relativo nei confronti della concorrenza. Inoltre, con circa 200 rapporti pubblicati settimanalmente, Horizon rappresenta anche un’importante database all’interno del quale trovare uno storico su attacchi terroristici, rivolte sociali, epidemie e cybersecurity. Non stupisce quindi come la startup belga abbia registrato in pochi mesi più di mille abbonati, fornendo i propri servizi non solo ad imprese private, ma anche ad istituzioni pubbliche quali il Ministero degli Affari Esteri canadese.

D’altronde si sa, la conoscenza è potere.