CittAumentata, l’applicazione di realtà aumentata per il patrimonio culturale

Palazzi ed edifici scomparsi tornano ad essere accessibili grazie alle potenzialità della realtà aumentata, il caso di Parma nel quadro dell’innovazione culturale

Archeologo, socio fondatore di ArcheoVea Impresa Culturale srl, responsabile area progettazione e sviluppo

 

CittAumentata è il nuovo modo di fruire dei territori, delle città e dei musei, ove la ricerca scientifica incontra la divulgazione grazie alla creazione del software immersivo che permette di rivivere paesaggi e monumenti antichi nelle nostre città.

Le potenzialità dell’Augmented Reality (AR) applicate all’archeologia sono state testate in diversi contesti, sperimentando differenti modalità di interazione con l’utente.
A queste CittAumentata aggiunge una struttura facilmente implementabile e scalabile in più contesti, un’interfaccia semplice da usare e un’attenzione al miglioramento software.

Si pone inoltre come uno strumento tecnologicamente avanzato per il restauro virtuale di spazi non più accessibili, restituendo al pubblico parte della ricerca storica, archeologica e architettonica. Queste caratteristiche la rendono adatta agli apporti professionali per l’implementazione di contenuti 3D riferiti agli ambiti di ricerca succitati.

Fonte immagine: iStock.com/michal-rojek

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CittAumentata nasce a Parma da un team multidisciplinare e con un percorso urbano tematizzato su tre momenti storici di evoluzione della città: l’età romana (Capitolium, teatro, anfiteatro, ponte, domus degli Stucchi), il medioevo (Palazzo Imperiale, Palazzo Vescovile, Palazzo del Torello, Chiesa di S. Pietro Martire, Rocchetta), la città ducale (Torre Civica, Beccherie, Palazzo Ducale, Palazzo del Giardino, Cavalcavia).

Per ogni epoca sono stati ricostruiti 5 modelli 3D dei monumenti scomparsi e reinseriti nel paesaggio urbano grazie all’AR, accessibile dal proprio smartphone. I 15 modelli, realizzati con modellazione di tipo low poly, diventano pertanto altrettante tappe di un itinerario fra digitale e reale che porta il cittadino o il turista alla scoperta della città invisibile.

Un protocollo per la creazione dei contenuti 3D permette di standardizzare la resa dei modelli e la loro validazione scientifica attraverso l’acquisizione di dati grafici, fotografici e di rilievo archeologico ricavando le informazioni per ottenere texture corrette.

Per ogni edificio scelto viene individuata la fase costruttiva più rappresentativa e rivolta a una lettura integrata col paesaggio urbano. La georeferenziazione e l’individuazione di prospettive idonee per la visione in AR permettono un armonioso inserimento tra le cortine edilizie attuali.

Standardizzare processi di immissione e fruizione dei dati, ottimizzati per la maggior parte dei devices e fruibili in differenti condizioni ambientali, permette di garantire la scalabilità dello strumento su contesti vari ed eterogenei.
Ugualmente l’interfaccia grafica è funzionale alla scalabilità del progetto: modulare e organizzata in blocchi implementabili.

Fonte immagine: iStock.com/milindri

La pagina iniziale presenta in maniera sintetica l’elenco dei contesti per i quali sono attualmente disponibili i contenuti in AR di libera fruizione. Per ogni scheda si è scelto di sottolineare, sia graficamente sia nelle modalità di accesso ai contenuti, i due aspetti cardine dell’operazione, ovvero la georeferenziazione e l’attivazione della modalità AR.
Si permette così un accesso immediato e automatico ai singoli modelli che si vogliono richiamare tramite il pulsante AR, così come un’esplorazione guidata con itinerari cronologici che conducono l’utente lungo una survey urbana.

Gli aspetti di georeferenziazione sono centrali non solo per quanto riguarda l’impostazione del lavoro e le modalità di ordinamento dei dati, ma anche per configurare una user experience che comunichi l’effettiva stratificazione del contesto di riferimento. Nel caso in esame, il centro urbano di Parma, è possibile un’esplorazione diacronica grazie ad un cursore che all’interno della barra di navigazione categorizza cronologicamente i contenuti.

La fruizione, infine, permette di accedere direttamente alle schede relative ai singoli monumenti con modelli 3D, contenuti AR, cartografici e informazioni specifiche che permettono l’approfondimento e la contestualizzazione dei luoghi attraverso un corredo iconografico e bibliografico, valorizzato dalla funzione audioguida.
L’applicazione è stata sviluppata con tecnologia ibrida, invece del linguaggio nativo, permettendo, con una sola versione del codice sorgente, di distribuire l’app sia per Android sia per IOS.
La tecnologia utilizzata è Unity, che permette appunto la compilazione ibrida, mentre per l’implementazione dell’AR è usata la libreria grafica Vuforia.

Unity ha inoltre messo a disposizione un ambiente di sviluppo che permette di posizionare nello spazio, alla distanza-altezza-angolazione predefinita dal punto noto, i modelli 3D poi caratterizzati con le rispettive texture. Per quanto riguarda la scrittura delle schermate e delle interfacce, il linguaggio di programmazione è JavaScript.
La ricostruzione degli edifici muove dagli elaborati grafici prodotti in CAD e la conseguente importazione nel software 3D dei riferimenti bidimensionali. Si è proseguito poi alla realizzazione low poly dei modelli, arricchiti con il texturing, realizzato in prima fase all’interno di 3D studioMax a partire dalla realizzazione delle UVWmap.

Una seconda fase ha previsto l’ausilio di Photoshop per proiettare immagini bitmap sulle superfici tridimensionali di ciascun modello, mentre l’ulteriore alleggerimento dei modelli, per non gravare troppo sul peso dell’app, è stato ottenuto rendendo visibili solo i lati degli edifici effettivamente apprezzabili al momento della fruizione e che potessero meglio dialogare con l’attuale paesaggio urbano.
Questo primo lancio vuole essere l’avvio di un percorso che porti ad includere altri contesti, urbani ed extraurbani, dove comunicare l’invisibile e creare percorsi digitali e immersivi.

 

Il progetto è stato realizzato nella cornice di Parma Capitale Italiana della Cultura 2020+21 quale contributo esplicito dell’archeologia alla ricca offerta del Comune di Parma.

La realizzazione ha coinvolto un team multidisciplinare coordinato scientificamente e operativamente dagli Archeologi UniPr Francesco Garbasi e Filippo Fontana (Programma di ricerca S.F.E.R.A.). La programmazione e l’interfaccia grafica è stata curata da Alessandro Gallo per Arternative. La modellazione 3D è stata affidata, per la loro esperienza in ambito archeologico in collaborazione con CNR-ITABC (oggi ISPC), agli arch. Fabiana Carboni e Maria Claudia Piccioli. Il marchio CittAumentata è stato registrato dalla start-up ArcheoVea Impresa Culturale.

 

Fonte immagine copertina: bernard-hermant-yw54h1atAq8-unsplash