Il Libro “Tancredi” di Maria Mazzali

Il secondo romanzo di Maria Mazzali: l’Eros tra psicoanalisi e letteratura

È come accomodarsi su un confortevolissimo lettino. Con una differenza fondamentale e piacevole: non toccherà a voi raccontarvi e svelarvi di fronte all’analista. Sarà invece lei stessa ad offrirvi una sequenza che si dipana nelle pagine del libro, che pian piano vi coinvolgerà e che vi porterà alla fine a riflessioni capaci di farvi crescere.

Intendiamoci: Maria Mazzali è sempre più a suo agio, e sempre più visibilmente si diverte appagata nei panni della scrittrice. Si è affezionata a Valentina, e ovviamente a Tancredi: a volte la metto in guardia dal voler loro troppo bene e la invito a disseminare qua e là qualche ostacolo in più. Già, perché questo è un amore non molto lontano da quello che tutti vorrebbero vivere: affetto, intelligenze, rispetto e anche sesso sono quasi sempre perfetti; e per parafrasare proprio un concetto freudiano – giocando con le parole – lettrici e lettori potrebbero rischiare l’invidia del…bene.

Ma è qui che vien fuori “l’altra” Maria: la psichiatra e la psicanalista sono sempre al fianco della Maria autrice
e le ricordano che anche le vite migliori sono ricche di conflitti, di problemi da superare, di dubbi e incertezze perfino nei caratteri più compiuti. La vita è fatta anche di fragilità, parola spesso temuta e schivata (quasi rigettata dall’universo maschile) eppure parola bellissima se riesce a ricordarci la nostra imperfezione e quindi la nostra necessità di crescere ogni giorno in noi stessi. Naturalmente, da profano, non mi spingo oltre in questo aspetto del libro. Ma proprio perché profano, posso con piacere testimoniare (e lettori e lettrici penso concorderanno) che quello che all’inizio poteva essere un rischio – l’invasione del vissuto professionale – per il libro e per i suoi dialoghi, diventa invece pagina dopo pagina un tocco leggero e sempre più indispensabile, a chi scrive ma anche a chi legge.

Anche Valentina e Tancredi si fanno man mano più vicini: sì, hanno evidentemente un tenore di vita e opportunità non alla portata di tutti (quanta invidia per quelle ripetute incursioni nel rifugio francese e per quella finestra sui tetti di Parigi…), ma non è e non può essere diversa dalla nostra la loro quotidiana ricerca interiore. Il sapersi mettere in discussione: per sé e per l’altra persona, che per quanto adorabile non sarà mai identica a noi.

E qui sottolineo un’ultima cosa, che da tempo caratterizza e impreziosisce amicizia e dialoghi con Maria. La nostra vita, banalmente, è condizionata soprattutto dalla salute e dall’amore: e poiché sappiamo bene (almeno inconsciamente) da che cosa ci separa la prima, è evidente che Eros è anche la prima meravigliosa medicina che tiene lontano il pensiero da Thanatos.

Ma senza avventurarmi nel terreno di Maria e dei suoi colleghi, io mi limito ad osservare che il libro è anche un efficacissimo e delicato “manuale” del rispetto reciproco, in quel rapporto uomo-donna che le nostre cronache troppo spesso ci raccontano malato e avvelenato fino alle più orribili tragedie, ma anche in tante quotidianità che senza arrivare all’epilogo più sanguinoso annullano giorno dopo giorno pezzi di dignità femminile.

Allora grazie a Valentina e Tancredi che si amano e si confrontano davvero alla pari. E a Maria che nelle pagine di un libro ce li fa sfilare davanti, regalandoci questa inconsueta e piacevolissima seduta psicanalitica al contrario, dove stavolta tocca a noi ascoltare – o meglio leggere – per poter riflettere e crescere.

Parma, 10 ottobre 2019. Gabriele Balestrazzi

M. Mazzali – Tancredi – Silva Editore – pagine 282 – euro 18,00