SPAZIO CRESCITA – UN LUOGO DOVE LE AZIENDE POSSONO CONTINUARE A CRESCERE

   Francesco Rolleri – Presidente Confindustria Piacenza

La mia candidatura a Presidente di Confindustria Piacenza è stata designata dalla Commissione dei Saggi il 24 febbraio del 2020, durante quei terribili mesi in cui il Covid a Piacenza ha “picchiato duro”.

In quel periodo, durante il quale ho preparato il programma del mandato quadriennale ed ho costruito la mia squadra, ho molto riflettuto sui grandi cambiamenti che la situazione sanitaria stava provocando.

Ci siamo accorti subito che dopo la pandemia, che purtroppo ancora oggi genera contagi e vittime, il momento post pandemico sarebbe stato un “momento zero”, una “nuova normalità” per tutto il contesto economico e sociale.

Il mio impegno di Presidente doveva quindi essere quello di aiutare le aziende ad affrontare questo momento eccezionale, cercando di cogliere tutte le opportunità che, di regola, nascono proprio durante le grandi crisi.

Così abbiamo pensato, con i Vice Presidenti, di organizzare un insieme di servizi, quasi uno spazio fisico-virtuale, dove gli imprenditori potessero trovare valide soluzioni al nuovo percorso da impostare per le loro aziende e lo abbiamo chiamato Spazio Crescita, proprio per essere molto chiari sulle finalità che volevamo dare a questa proposta.

Il Direttore Luca Groppi, anche lui di fresca nomina, ha organizzato questo spazio partendo dalle competenze già presenti nell’Associazione. Negli anni, proprio per il mestiere che svolgono a contatto con le imprese e le loro necessità, i professional della nostra associazione hanno sviluppato molte competenze in ambiti aziendali diversi. Questo gruppo, insieme ad un network di professionisti specializzati, offre un ottimo supporto agli imprenditori che intendono volontariamente o per necessità affrontare cambiamenti di governance, operazioni straordinarie o altri percorsi di crescita, come acquisizioni o cessioni di azienda/ramo d’azienda; aggregazioni, alleanze o altre forme di partnership; ristrutturazioni o processi di patrimonializzazione; ricerca di nuove forme di finanziamento.

Siamo tutti consapevoli che non è stata certamente l’emergenza sanitaria a mettere in discussione i modelli di business delle nostre imprese, perché tanti cambiamenti erano già avvenuti nel contesto competitivo globale.

La crisi ha solo accelerato questo processo, facendo emergere in maniera sempre più evidente nuovi driver di competitività. Si pensi per esempio alla forte spinta verso la digitalizzazione che impatta su tutte le dimensioni aziendali e nelle catene di fornitura e vendita.

Ma anche nella stessa organizzazione del lavoro, con le forme di smart working che abbiamo sperimentato in questi anni. Questa, insieme alla capacità di innovazione e all’attenzione alle Risorse Umane, sono ormai le principali leve per garantire all’impresa la solidità nel lungo periodo.

C’è poi tutta l’importante partita della sostenibilità: Il trinomio economia-ambiente-società diventerà ancora più trainante nella definizione di nuove strategie aziendali. Affrontare questa transizione richiede prima di tutto una solida cultura aziendale ed una capacità di visione a medio lungo termine, che non sempre sono patrimonio diffuso.

Occorre aggiungere che, nell’attuale contesto, dimensione e scala aziendale diventeranno sempre più importanti: il rafforzamento patrimoniale delle imprese e la crescita dimensionale verso una media dimensione saranno fattori critici per sostenere la competitività e la capacità di investire e innovare nel nuovo spazio economico.

Non c’è però una ricetta unica per arrivare alla meta. Si possono intraprendere strade diverse a seconda delle necessità, delle condizioni generali e del ciclo di vita dell’azienda. Per esempio, occorre analizzare se si è in presenza o meno di un passaggio generazionale, molto delicato per vari aspetti.

In questo momento stiamo già seguendo una trentina di imprese in fase di sviluppo, cercando per ciascuna di esse la soluzione più adatta in base alle necessità e al tipo di obiettivo da raggiungere.

Una considerazione va fatta: non è che prima della pandemia queste necessità di evoluzioni non fossero esistenti, tutt’altro! Negli anni abbiamo visto, proprio in corrispondenza dei passaggi generazionali, l’entrata di capitali esteri nelle aziende del territorio. E questo è stato in molti casi decisamente positivo, perché ha dato loro la possibilità di crescere, soprattutto sui mercati internazionali. Si pensi, per esempio, che l’industria meccanica della nostra provincia oggi esporta l’80% della propria produzione.

Altresì, con il supporto di Spazio Crescita, vorremmo consentire anche il mantenimento di una maggior componente locale di queste operazioni, per cercare di non disperdere l’importante patrimonio aziendale sviluppato nel tempo sul territorio, e mantenerlo saldamente a Piacenza, dove si può coniugare con piacere la vita lavorativa con quella sociale.

Per questo siamo molto determinati ad aiutare gli imprenditori associati e le loro imprese a cogliere opportunità passando dalla via collaborativa più diretta e sicura per accrescere o ritrovare il profitto: in questo modo, dalla sinergia, nel tempo tutto il territorio potrà trarne grande beneficio.

Il mio obiettivo è quello di far diventare Confindustria Piacenza la casa delle imprese che vogliono crescere e competere, secondo il concetto evoluto di un’associazione di rappresentanza come la nostra, che nel 2022, in perfetta salute, compirà 77 anni.

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