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Margin call sulla Piazza del Mercato

da Capitale Intellettuale

Il termine margine, margin, è di casa nel mondo della finanza per designare la differenza tra due valori, il valore di un debito contratto da un trader, trader compratore, e il valore della garanzia offerta dal trader medesimo in copertura, abitualmente nella forma di titoli o obbligazioni. Quando la differenza tra i due valori supera un determinato livello convenzionale, in genere in seguito a una caduta del valore della garanzia, il trader creditore, o venditore, lancia un margin call, (tradotto sia con richiesta di copertura sia con richiamo di margine di sicurezza) una richiesta di copertura, cioè un richiamo affinché il trader debitore compratore inietti valori di garanzia aggiuntivi, eventualmente sotto forma di danaro liquido, che ristabilisca un margine di sicurezza, prossimo al margine originale. Con un significato analogo a quello in uso nel campo della finanza, il termine di margin e l’azione di margin call si ritrovano nel mondo a prima vista differente della Piazza del Mercato di Parola. Presentiamo quindi le vignette di due incontri, avvenuti a pochi giorni di distanza l’uno dall’altro, sulla Piazza del Mercato di Parola, tra due trader, il trader compratore Bianca e il trader venditore Conversante. Scopo della nostra presentazione è non solo di approfondire l’uso del concetto di margin call sulla Piazza del Mercato di Parola, ma forse ancora di più quello di sollecitare il direttore Massimo Franchi a discutere con noi sulle analogie e sulle differenze di una medesima coppia di termine, margin e margin call, applicata in campi eterogenei come il mercato della finanza e il mercato delle parole.

 

Prima vignetta

 

Nell’incontro sulla Piazza del Mercato di giovedì 7 giugno[1], Bianca esordisce dicendo al Conversante di aver accettato la proposta del medico curante di fare un’operazione al piede che da qualche tempo le rende difficile camminare speditamente. Poi Bianca comincia a parlare dell’ansia all’idea di dover telefonare alla dottoressa della mutua per farsi fare l’impegnativa, un’ansia esagerata concede Bianca, anche se la dottoressa è stata spesso brusca e sbrigativa e a dirla tutta maleducata buttando sempre avanti il suo essere costantemente sommersa da impegni. Continuando poi Bianca a dilungarsi sulla impegnativa della dottoressa, sul suo brutto carattere, e sull’ansia che tutto ciò le procura, senza tuttavia nemmeno accennare all’intervento chirurgico, che agli occhi del trader venditore  potrebbe, questo sì, essere una sorgente di preoccupazioni e di ansia, il trader venditore ha l’impressione che i due traders si stiano ingolfando in un bad trade. Per uscirne, propone a Bianca un incentivo nel quale avanza l’ipotesi che l’ansia riferita da Bianca all’impegnativa sia più ragionevolmente connessa con la paura dell’intervento chirurgico. Siccome però Bianca reagisce all’incentivo con insofferenza e fastidio, il trader venditore decide di fare una rapida marcia indietro sull’incentivo in questione, che era diventato un incentivo vizioso avendo aumentato le difficoltà per risolvere le quali era stato lanciato, e di accompagnare Bianca nelle sue argomentazioni intorno alla dottoressa dell’impegnativa che le ricorda sua madre: “È come mia madre. È mia madre”.

 

Mercato cooperativo e mercato non cooperativo

 

Quando Bianca, preparandosi a subire un intervento chirurgico al piede, si dilunga a parlare dell’ansia di doversi procurare il documento dell’impegnativa dalla dottoressa antipatica, senza dire una sola parola di preoccupazione per l’intervento chirurgico di cui in fondo è questione, l’ascoltatore Conversante può essere giustificato nel chiedersi se Bianca parli di una cosa per non parlare dell’altra, così producendo un bad trade, un mercato infelice, nella forma della asimmetria epistemica[2], nella quale il trader compratore (Bianca nella fattispecie) non lancia beni di parola che pure ritiene rilevanti per l’andamento del mercato, e che tuttavia più o meno deliberatamente non intende spartire con il trader venditore. Il termine asimmetria viene utilizzato per definire il bad trade da mancanza di corrispondenza tra le parole attualmente dette sulla Piazza del Mercato e le regole implicite del commitment, del patto di trasparenza e di cooperazione tra i due traders in un bilateral verbal trade, un po’ sulla falsariga della teoria dell’equilibrio nei non-cooperative games, dei giochi non cooperativi, introdotta dal premio Nobel dell’economia per il 1994 John Forbes Nash[3].

Il contratto di cooperazione sulla Piazza del Mercato di Parola

 

Come in ogni altro mercato finanziario, anche nel mercato di parola i due traders stipulano un contratto, spesso implicito, nel quale il trader compratore contrae un debito verso il trader venditore e al contempo promette una garanzia di controparte (per esempio di partecipare agli incontri fissati, di parlare, di parlare delle cose pertinenti al mercato, di evitare condotte di deception, di imbrogli, ecc.). Quando la garanzia non è rispettata, si ha un aumento del margine rispetto al margine di sicurezza iniziale, per una svalutazione del valore della promessa, che da una parte determina un bad trade, e dall’altra può condurre il trader venditore a lanciare un margin call, una richiesta di copertura, un richiamo a un margine di sicurezza, come quando il trader venditore, a Bianca che parlava della paura della dottoressa  dell’impegnativa, ha chiesto di parlare della sua paura dell’intervento chirurgico. Parlare dell’impegnativa era evidentemente per il trader venditore usare titoli svalutati che aumentavano il margine tra il valore del debito e il valore della garanzia.

 

Seconda vignetta del martedì 19 giugno 2012

 

Nel successivo incontro sulla Piazza del Mercato di Parola del martedì 19 giugno, il terrore di Bianca di chiedere alla dottoressa della mutua il documento dell’impegnativa, che aveva dominato l’incontro di due settimane prima del giovedì 7 giugno, era scomparso. Non solo infatti Bianca aveva ottenuto il prezioso e apparentemente inaccessibile documento, ma l’incontro con la dottoressa era stato dei più cordiali e l’impegnativa non aveva limiti di scadenza ciò che spogliava di ogni aggancio ragionevole la preoccupazione eventuale di dover far dipendere la data dell’intervento da un obbligo burocratico. Solo che con la caduta dell’ultimo ostacolo pratico all’intervento chirurgico e con l’avvicinarsi conseguente dell’intervento stesso, pur non ancora fissato, Bianca aveva cominciato a manifestare un’inquietudine crescente che era diventata una vera e propria ansia con episodi di insonnia per il contorno dell’intervento, rimuginando Bianca sulla possibilità di aver fatto un errore a programmarlo proprio a ridosso delle vacanze, esponendosi in tal modo al rischio che se fosse intervenuta qualche complicazione il suo chirurgo non si sarebbe di sicuro trovato a Milano in agosto e lei allora non avrebbe saputo che cosa fare e forse non avrebbe potuto camminare e sarebbe andata incontro a un’estate orrenda.

 

Da questi lanci iniziali di Bianca del martedì 19 giugno si sarebbe potuto ricavare che il margin call, il richiamo di copertura, di garanzia, di due settimane prima, del giovedì 7 giugno, nel quale il trader venditore aveva chiesto a Bianca di parlare dell’intervento chirurgico in particolare, e non del contorno in generale dell’intervento come il certificato dell’impegnativa considerato un po’ una valuta fuori corso, una moneta svalutata, almeno dal trader venditore, avesse ottenuto un suo effetto. E certamente, in un senso, l’aveva ottenuto, in ogni caso nel porre fuori mercato, fuori dalle negoziazioni sulla Piazza del Mercato, l’argomento della dottoressa della mutua, che aveva trovato frattanto una sua soluzione autonoma. In un altro senso, tuttavia, Bianca non tanto aveva cominciato a parlare del fatto individuale, numerabile, circoscritto, di un’operazione al suo piede che sarebbe stata fissata per un giorno preciso del mese di luglio, ma piuttosto si interrogava sull’eccesso di ansia che provava, buttando così la sua ansia che provava ora, in un tempo circoscritto e relativamente a un fatto circoscritto, nel gran calderone di tutte le sue ansie precedenti caratterizzate dal loro eccesso. Non tanto insomma Bianca si poneva la domanda che il trader venditore si aspettava che si ponesse: “Perché ho paura di questo intervento chirurgico?”; ma l’altra domanda: “Perché patisco ancora questo eccesso di paura, eccesso che ho da sempre patito indiscriminatamente in tutte le occasioni?”. Così facendo, Bianca continua a sostenere un bad trade da asimmetria epistemica, rifiutandosi di fornire al trader venditore l’informazione alla quale non può non pensare ragionevolmente e che evidentemente possiede già, se in un’altra occasione l’aveva fornita al trader venditore, che sua madre, la madre di Bianca, aveva a suo tempo subito un intervento chirurgico al piede. È allora che il trader venditore, con la speranza di uscire in tal modo dal bad trade, lancia un incentivo, ancora nella forma del margin call, un richiamo di copertura affinché Bianca ristabilisca l’equilibro iniziale, il margine di sicurezza di partenza, tra il debito e la garanzia, iniettando verbal assets, beni di parola, di informazioni, che pur possedendo Bianca non mette a disposizione del trade, del trader venditore in particolare. Lo mostriamo nelle parole scambiate tra i due traders al prossimo paragrafo dal titolo Il secondo margin call.

 

Il secondo margin call

 

Il trader venditore a un certo punto dell’incontro ricorda a Bianca che “due settimane fa il suo terrore era diretto all’impegnativa della dottoressa”, e che allora come adesso l’ansia che la domina appare a Bianca stessa “eccessiva”, e chiede: “Da dove viene questo eccesso?”. Al che Bianca sbotta esasperata: “Sono qui a parlarne da anni. Io non ho più parole. Sono sfiancata. È da anni che si parla di questi eccessi miei. È da anni che ne parliamo”. Come si vede bene Bianca scivola via dall’evento sul quale il trader venditore la invita a concentrarsi, il fatto singolo concreto e determinato di un intervento chirurgico, per rifugiarsi in un “sempre” che qualifica l’eccesso della sua ansia, nemmeno il fatto dell’ansia, tanto meno l’oggetto al quale l’ansia si riferisce. Il conversante, diversamente da quanto aveva fatto dopo il primo lancio di un margin call due settimane prima, non molla, rilevando che se è vero che i due trader sono sulla Piazza del Mercato da un tempo che rasenta il “sempre”, tuttavia non da sempre parlano del suo piede, ma solo da due volte. Ora però tra i due traders sembra essersi ingaggiata una testarda lotta come tra il cervo e il centauro perché Bianca ribatte: “Sono gli eccessi soliti”, incalzata dal trader venditore che lancia un suo affondo: “Mi perdoni, questo del suo piede è un intervento chirurgico in un luogo che è particolare per lei, non è la stessa cosa che un intervento chirurgico a un mio piede. Perché io non ho avuto nessuno dei miei genitori che hanno subito un intervento chirurgico al piede. Mentre lei sì. E questa è una differenza radicale per la sua paura”. Bianca appare sorpresa, quasi impaurita, lanciando un: “Perché?” perplesso. Con pazienza il trader venditore completa la sua frase che voleva essere un hint, un suggerimento, un’imbeccata, affinché fosse poi Bianca a completarla: “Perché lei ha paura di essere come sua madre e si trova a essere come sua madre che ha fatto il medesimo intervento chirurgico al piede”. Bianca fa un ultimo guizzo: “Sì, questo è un fatto genetico.” Ma il trader venditore completa il suo margin call: “Mi perdoni, è un fatto storico, che attiene alla sua storia individuale”.

 

La risposta di Bianca al margin call

 

Sulla Piazza del Mercato di Parola, come del resto in qualsiasi altra transazione economica o finanziaria, a un margin call, a una richiesta di copertura del margine di sicurezza, il trader debitore può rispondere in due soli modi, con variazioni intermedie. O il trader debitore inietta assets, beni, di parola o economici o finanziari, sufficienti a ristabilire il margine di partenza, e allora il mercato, dall’orlo del precipizio, riprende a funzionare, passando da un bad trade a un fair trade. Oppure il trader debitore non versa gli assets, i beni richiesti, per scelta sua o per impossibilità, e il mercato precipita nel bad trade irreversibile dell’afasia (sulla Piazza del Mercato di Parola) o della catastrofe finanziaria nelle altre transazioni economiche e finanziarie.

 

Bianca sembra scegliere la strada del rifinanziamento del suo debito di informazioni, sia pure con la correzione di qualche tentennamento. In particolare, dopo aver ribadito che proprio sua madre non le era venuta in mente in relazione al suo piede prima che il trader venditore la nominasse, Bianca dice, con voce rotta, prendendosi la testa tra le mani, guardando fissa davanti a sé come vittima di una allucinazione malefica, di essere piena di una paura folle, sentendosi invasa dal fantasma di sua madre attraverso il ponte di appartenenza comune del piede luogo di intervento chirurgico: “Da quando lei [il Conversante] l’ha nominata, per la prima volta mi è entrata dentro. Non era lì. Si è impadronita di me. Io non sono più io”. Ma subito dopo, in un soprassalto del tono della voce e del movimento del corpo, Bianca sembra volersi scrollare di dosso il fascino ipnotico del panico che l’aveva afferrata, e con voce decisa e sicura, un po’ stridula tuttavia, come se contenesse rabbia e ribellione, comincia a dire che la sua operazione al piede non ha niente a che fare con quella di sua madre, che sua madre aveva un dito a martello e l’alluce valgo a un piede e poi all’altro, che aveva dovuto operare entrambi i piedi, due interventi difficili che l’avevano obbligata a trovare uno specialista in Francia, a Lione, mentre al quinto dito del suo piede si tratta di correggere una piccola anomalia, senza comune misura con quelle di sua madre, e che quindi non deve essere terrorizzata, e che per non esserlo deve cominciare a non fare niente, a non agitarsi, a lasciare che le cose si svolgano come il medico ha stabilito, perché l’agitazione e il cercare sempre soluzioni nuove era il marchio di sua madre, e che se lei, Bianca, è spaventata perché sua madre era spaventata, le basta di non essere come sua madre e non sarà più preda dello spavento. Tutto questo si dice Bianca, dopo il margin call, il richiamo di copertura del margine di sicurezza, anche se sa, se teme di sapere che la strada che potrebbe portarla a sbarazzarsi delle scaglie di sua madre, come le chiama assieme al Conversante, sarà stata lunga e costellata da molti agguati dei fantasmi che dal regno dei morti ritornano per nutrirsi nei corpi dei vivi da cui prendono a prestito nuova vita con l’ambiguo consenso dei viventi.

 

ANNO III NUMERO 3

 


[1] Cfr G. Lai, 2012, Tutte le strade del Mercato di Parola, Tecniche Conversazionali n. 47, Anno XXIV, Aprile 2012, on line

[2] Cfr G. Lai, 2011, L’eternità sulla Piazza del Mercato, Milano, Ed. Vita e Pensiero (in particolare Cap. 3: Il bad trade, quando il mercato di parola si inceppa.),

[3] J. F. Nash, 1951, Non-cooperative games, Annals of Mathematics, 54: 286-295.

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